DAY 7 Las Palmas-Le Marin

Ieri sera, dopo aver effettuato le dovute riparazioni a Mindelo, Ambrogio è ripartito con il morale alto e molta voglia di mettere finalmente la prua sui Caraibi.

Abbiamo parlato con Andrea Iacopini, classe 1978, ex presidente della Classe Mini Italia. Per Iacopini, che ha fatto la Mini-Transat 2013, l’edizione più difficile di sempre, “andare per mare significa far parte di una comunità”, come ha scritto nel suo splendido libro “Il mare degli uomini” (Mursia) che racconta proprio quell’edizione flagellata da un meteo inclemente e una serie impressionante di ritardi e ritiri.

Abbiamo pensato che fossi la persona più giusta per commentare questo momento difficile per Ambrogio, quello in cui il sogno sportivo si è infranto, e ora gli resta da vivere l’avventura.

Le sventure a volte bisogna viverle come esperienza, e non come punizione, perché in mare si può – si deve – mutare la nostra intelligenza terrena in intelligenza pratica, delle cose, intelligenza del mare. Certo un peccato, ora Ambrogio è a 500 miglia dal primo, mentre quando ha rotto il bompresso era a 68. Ma ha una gran fortuna perché puoi viversi due esperienze in una sola Transat: nella prima tappa ha fatto la regata, adesso fa un’altra cosa, va in giro e si diverte. La Transat la puoi fare da concorrente o da avventuriero, io l’ho fatta per divertirmi e basta, lui alla fine vive due cose in uno. Mica male!

Fino a ieri non si capiva se Ambrogio avesse rotto qualcosa di più serio, poi alla fine, come sai, è riuscito a riparare il perno del bompresso e ripartire. Ora cosa pensi che farà?

Sì, vedevo che andava comunque a 5 nodi e problemi di energia non poteva averne, la barca camminava. Ora ha potuto guardare il meteo aggiornato, che consiglia un’opzione Sud. Il resto della flotta invece è a Nord, a parte Tanguy Bouroullec (909) e Pierre Chedeville (887) che sono i più a Sud della flotta dei serie, hanno giocato un’opzione estrema, vediamo che succede. A mano a mano che si sale il vento si fa più stretto e bisogna strambare per forza. Anche Lipinski stasera dovrà strambare.

Ambrogio ha possibilità di rimonta, cosa dovrebbe fare secondo te?

…Sperare che rompano gli altri! No, non c’è più margine di recuperare la classifica, anche perché rimane il fatto che lui ha il pogo 2. La cosa difficile adesso è rimanere concentrato, perché quando non si più competitivo questo può produrre un bel down.

Nel libro racconti la tua rottura di una crocetta al largo delle Canarie, con conseguente pit-stop a Lanzarote … quando pensavi che fosse tutto finito, sei riuscito a riparare e ripartire. Ci vuole una bella tempra per non abbattersi, no?

Sì, certo, Ambrogio è stato bravo, ha reagito bene. Alberto Bona a suo tempo mi disse che lui al posto mio non sarebbe ripartito e si chiedeva come avessi fatto. Ma io penso che la vela sia come il matrimonio. Non va sempre come deve vuoi che vada. La passione a volte finisce, e devi rimetterti lì e farla tornare. Del resto se lo stai facendo, se ti sei sposato e se stai facendo una regata in solitario ci sarà un motivo!

Ma tanti matrimoni finiscono…

Sì infatti tanti abbandonano.

Anche tu hai dovuto abbandonare la MiniTransat, sei naufragato a 250 miglia dall’arrivo. Hai rosicato?

Relativamente. Prima di questo, facevo l’impiegato. Poi mi sono messo ad andare in barca, ho fatto alcuni campionati, ho fatto la Mini-Transat, ho rotto, riparato, sono ripartito e sono pure affondato, che poteva fare di più? Come avrei potuto arrabbiarmi? Se ti piace andar per mare è questo vuoi.

Cambieresti qualcosa in questa regata?

Sì! Per una questione di sicurezza non ha senso che sia vietato il satellitare. E anche il GPS cartografico: sarebbe formativo imparare a usarlo tanto poi chi naviga con i mini finisce a navigare barche più grandi dove devi saperlo usare. Era una regola vecchia di quando queste barche erano più lente e meno costose. Ora un mini costa 150mila euro, praticamente 18 mila euro al metro lineare!