Ambrogio vince il Trofeo Marie-Agnès Péron” (MAP) nella categoria Serie a bordo di “Sponsor wanted”. Dopo essere arrivato secondo (poi sesto per una penalità) alla “Pornichet Select” e aver vinto per un soffio la “Mini en Mai”, sabato 16 giugno Bogi ha tagliato per primo il traguardo del MAP, mai vinto prima d’ora da un italiano su una barca di serie. Unico italiano in gara, Ambrogio ha dovuto vedersela con navigatori fortissimi e questo rende il suo risultato ancora più importante in vista delle prossime prove: il Mini-Fastnet (il prossimo 24 giugno) e la SAS (Les Sables – Les Açores – Les Sables) che partirà il 22 di luglio prossimo.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Ambrogio su questa splendida vittoria e sui suoi programmi futuri.

Finalmente hai realizzato il tuo obiettivo: confrontarti ad armi pari con i migliori. Dopo tre anni sul Pogo 2 avevo voglia di rivincita e volevo capire se ero in grado di gareggiare con i primi… e con una barca vecchia non potevo farlo! Ho avuto un po’ di fortuna, ho trovato un magnate che mi ha comprato una barca, un Pogo 3. Dopo due mesi di cantiere in due, io e Vittoria, e poi un’ultima settimana in quattro, con Tommaso Stella e Duccio Ducci la barca è venuta davvero benissimo, grazie anche i tanti sponsor tecnici che mi hanno aiutato a farne un gioiellino.

Raccontaci come è andato il Map. E’ andata da dio, anche perché venivo da un’altra regata appena vinta e quindi avevo molto fiducia in me stesso. Però, mentre nella “Mini en mai” il livello degli avversari era alto, ma non altissimo, qui c’erano tre concorrenti, Erwan, Clarisse e Davy davvero forti. Il mio obiettivo sportivo questa volta era arrivare tre i primi cinque. E poi a questa regata finalmente sono arrivato pronto, mi sono riposato alcuni giorni prima, e ho avuto tempo di studiare bene la strategia. E’ una corsa corta, solo 190 miglia, ma insidiosa, e s’è capito subito che qui era tutta una questione di manovre, di mettere la vela giusta quei dieci minuti un più rispetto agli altri. Sarebbe stata una regata di corpo e di contatto, non c’erano grandi distacchi.

La partenza è stata da manuale… La regata è stata in dominio totale, non ho mai fatto una gara così bella, ho fatto pochissimi errori. La linea di partenza era un po’ inclinata a sinistra. Sono partito in boa mure a sinistra che in partenza è la cosa più bella e divertente che tu possa fare, ma anche rischiosa. Dopo di ché siamo scesi in poppa con 15-20 nodi fino all’Ile de Groix e lì ho avuto prova che le vele fatte con Norths Sails sono una vera e propria arma… la barca volava e in sei sette ore di poppa in quelle condizioni ho guadagnato più di un miglio sui miei diretti rivali che è tanta roba. Poi la risalita è stata solo una gestione della loro posizione, perché avevo già un piccolo vantaggio.

A un certo punto hai rallentato, che cosa è successo? Appena passato l’arcipelago di Glénans, sono passato a 150 metri da un peschereccio, devo aver preso qualcosa nella chiglia, era forse una rete o non so bene cos. Lì mi sono incartato e sono stato 10 minuti senza il fiocco cercando di divincolarmi. Era notte, mi sono spogliato per buttarmi in acqua e andare a liberare la barca, ma in quella frazione di secondo ho provato a fare l’ultima volta marcia indietro e ha funzionato. A quel punto del miglio e mezzo di vantaggio che avevo è rimasto solo mezzo miglio che non è tantissimo. Gli altri sembravano andare forte e ho un po’ perso le speranze, siamo arrivati alla boa di Chaussée de Sein che Erwan era 200 metri dietro di me. Ma alla fine sono riuscito a tenerlo dietro, anche se di poco, sono arrivato con 8 minuti di vantaggio.

Soddisfatto? Non sono gasato, di più. Se mi avessero detto che in queste tre regate avrei fatto 2, 1 e 1 non ci avrei creduto, anche perché non ho avuto tempo per allenarmi, ho fatto solo trasferimenti, mi sono allenato 5, 6 giorni in tutto. E poi so che c’è un margine di miglioramento sulle vele perché con North Sails ne stiamo progettando altre.

Domenica 24 sarai di nuovo sulla linea di partenza per il MiniFastnet? Sì, parteciperò con Tanguy Le Turquais, un navigatore francese che mi insegnerà tante cose sulla strategia e la meteoreolgia, Il MiniFastnet è una regata bellissima, si passa anche per Inghilterra e Irlanda, questo attrae tantissimi concorrenti. Stavolta sarà ancora più dura… ci sono almeno 10 barche che possono competere il podio. E a questo punto sento un pochino di pressione perché ultimamente non ne sono mai sceso! In questo momento tra l’altro sono anche primo nel “Championnat de France Promotion Course au Large en Solitarie” ovvero il campionato francese in solitario sui Mini 6.50, titolo che finora tra gli italiani ha vinto soltanto Giancarlo Pedote, ma su un proto.