Ambrogio Beccaria torna nella sua Milano per l’incontro d’apertura con gli studenti dell’Istituto Comprensivo “A. Stoppani” (Scuola Primaria Bacone) all’interno di un progetto didattico che si articolerà il prossimo anno scolastico (2019-20).

E’ da un po’ che lo diciamo: i velisti oceanici sono oggi tra i maggiori conoscitori del mare e delle sue problematiche. A raccontare ai bambini questo elemento così istruttivo e prezioso ci si mette anche Ambrogio che domani 23 maggio terrà la prima lezione in una scuola primaria di Milano.

Il progetto didattico si svolgerà in tre fasi: domani una prima “lezione di oceano”, in cui Ambrogio introdurrà ai bambini delle classi quarte le sue imprese passate e future, in particolare la sua partecipazione alla prossima Mini-Transat 2019 (22 settembre), una regata transatlantica in solitario a bordo di un’imbarcazione di sei metri senza possibilità di collegamenti esterni; il secondo momento vedrà i ragazzi impegnati a seguire il velista in modo virtuale; e infine un terzo appuntamento in autunno durante il quale cui Ambrogio racconterà agli studenti la sua avventura in Atlantico con immagini e video.


Usanza molto comune in Francia, patria della vela oceanica, quella dell’incontro tra gli studenti delle scuole (primarie e secondarie) e i marinai che partecipano alle più importanti competizioni d’altura, da noi in Italia è un esperimento più raro, non per questo meno interessante.
La sinergia tra studenti e velisti offre molte occasioni di approfondimento e stimola la curiosità dei bambini sul discorso della salvaguardia dei mari e dell’inquinamento, senza dimenticare l’aspetto avventuroso e umano dell’impresa. Ambrogio mostrerà ai ragazzi, attraverso il tracking online, la rotta seguita dagli skipper e le scelte in base alle condizioni meteorologiche e del vento coinvolgendoli anche su questioni pratiche – come si prepara la barca alla navigazione in solitario, come si vive a bordo, dove si dorme, che cosa si porterà da mangiare, che preparazione fisica farà. Infine, la traversata (da La Rochelle, in Francia, a Martinica, con una tappa alle isole Canarie) sarà anche l’occasione per approfondire temi come quelli legati alla geografia, alle scienze, alla meteorologia, con magari qualche accenno alla fluidodinamica.

Se da bambino mi avessero detto che veniva un navigatore oceanico a scuola a parlarci del suo lavoro, sarei stato molto contento … e soprattutto non avrei rischiato di cominciare per caso quello che faccio oggi!”, dice Ambrogio. “Quindi sono felice all’idea di raccontare ai dei bambini di 10 anni uno sport che quasi sicuramente non conoscono. Inoltre il mare è un grande maestro: insegna che i limiti fisici e mentali si superano, così come le paure, se affrontate bene. Il mare per me è un grande maestro: io quali imparo qualcosa tutti i giorni. Infine mi piacerebbe spiegar loro che il fallimento può esser parte dell’avventura. Si può ripensare la regata oceanica come un’avventura umana e si può sentirsi fortunati anche solo a farla. Comunque sia, meglio vincere….!”.


Ringraziamo Aurelie Callegari, la dirigente scolastica Claudia Racchetti e l’insegnante Emiliana Murgia per la loro lungimiranza e apertura.
 

Claudia Racchetti, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “A. Stoppani”:“Abbiamo accolto con entusiasmo e interesse questa proposta in primo luogo per la sua validità sul piano didattico: imparare seguendo una traversata oceanica, conoscendo direttamente il protagonista e avendo così l’opportunità di rivolgergli domande e apprendere da lui è un’occasione straordinaria per coinvolgere gli alunni. Il progetto inoltre presenta l’opportunità di imbastire un percorso interdisciplinare, lavorando davvero per competenze. Infine, ma non meno importante, si presenta come altamente coinvolgente per gli alunni che si troveranno così ad affrontare compiti impegnativi (calcoli, stesura di testi, riflessioni sull’ecosistema, …) senza sentirne quasi la fatica”.

Filippo Gallizia di Geomagworld, main sponsor di Ambrogio: “Geomag è felice di aiutare  Ambrogio a realizzare i suoi progetti sportivi perché con lui condivide un’idea semplice ma importantissima:  le passioni e i grandi progetti richiedono competenza e volontà. Se l’obiettivo della scuola è fornire le conoscenze e gli strumenti necessari affinché ogni persona sia in grado di esprimere appieno il proprio potenziale per realizzare i propri desideri e contribuire al bene comune, sono certo che l’esperienza in classe con Ambrogio rimarrà impressa nella memoria di molti studenti e contribuirà certamente ad aprire orizzonti. Ambrogio non sarebbe così bravo se non avesse studiato ingegneria nautica, e sono certo che non sia stato facile per lui rimanere piegato sui libri con la voglia di scappare in mare. Grazie Ambrogio, sei paladino di un nuovo “umanesimo” di cui il mondo globalizzato ha molto bisogno!