Dodicesmo posto per Ambrogio e Geomag alla Transgascogne 6.50, ultimo appuntamento del campionato prima della Mini-Transat.

Il risultato, che è la somma dei tempi della prima tappa (Les Sables d’Olonne, Francia a Laredo, Spagna) e della seconda tappa di ritorno (stesso percorso, ma a ritroso) non è di certo soddisfacente visti gli standard a cui ci abituato Bogi l’Extraterreste, tuttavia questa regata sofferta è stata una buona palestra per l’ormai imminente Mini-Transat (La Rochelle, 22 Settembre).

Dopo una prima tappa terminata in seconda posizione con un distacco dal primo di soli 6 minuti e 53 secondi, Ambrogio è partito verso Le Sables d’Olonne con un ottimo spirito e la sua consueta precisione. Beccaria ha infatti girato la prima boa in testa lasciando dietro di sé avversari molti agguerriti. Pensando di uscire meglio dalla bonaccia prevista per la prima notte di navigazione, Ambrogio ha scelto di posizionarsi più ad Ovest rispetto al resto della flotta, che invece ha scelto di fare una rotta Nord Nord-Est. Ha insistito nella sua scelta rischiosa e purtroppo questa opzione non ha pagato.

Ambrogio che è arrivato al molo di Les Sables D’Olonne, il leggendario approdo della Vendée Globe, la scorsa notte alle 2:35 commenta così questa regata sfortunata:
 
Come è andata? È andata che mi sono sentito come un elefante in una cristalleria, qualsiasi movimento facevo si inceppava qualcosa.
 
Tranne la partenza che è stata idilliaca… Le montagne dietro Laredo erano bellissimo, e poi mi piacciono sempre le regate in due tappe in cui vai e torni con la tua barchina. Sapevo che era importante fare una bella partenza perché c’era una bonaccia da gestire, e almeno questo sono riuscito a farlo.
Tutti modelli e tutti gli allenatori concordavano sul fatto che l’opzione migliore era andare ad Ovest, sia per uscire meglio dalla bonaccia sia per essere ben posizionati all’arrivo del fronte.
Quindi in partenza ero molto tranquillo, anzi esultavo dentro di me perché ero il più a Ovest della flotta. Nella notte però tutto è cambiato. Ho visto che i miei diretti concorrenti non si fermavano, e anzi vedevo qualcuno di loro andare addirittura a Est. Vedevo un po’ di barche che li seguivano, però, pensavo, è una cosa rischiosa… fare i tutti i bordi al contrario. No, ho deciso di insistere nella mia scelta. E il risultato è stato disastroso: la bonaccia l’abbiamo passata malissimo, e il fronte è risultato molto più moscio del previsto… Dopo ho capito che la tattica vincente era stargli davanti al fronte non dietro.
Alla fine ero talmente stanco e demoralizzato che mi sono addormentato e ho perso pure una posizione!
 
Altra nota negativa di questa regata è che io non ho visto neanche una balena, mentre tutti quelli attorno a me via radio dicevano che ne hanno incontrate un sacco!”
 
“La nota positiva è che non ho mai mollato, anche se dietro di me non vedevo nessuno, ero in effetti tra le ultime dieci barche, ecco, nonostante questo non ho mai mollato e ho cercato di dare il massimo. Alla fine, la regata mi piace farla e mi piace giocare, anche se non sono messo bene in classifica.
L’obiettivo di questa Transcagogne non era solo il risultato, ma trovare un ritmo a bordo e non mollare mai anche nelle difficoltà. Metà obiettivo è raggiunto: il risultato è stato disastroso e ho perso qualche certezza, invece il resto è stato molto buono”.