La Rochelle, 9 settembre, 2019

Ambrogio e Geomag alla Mini-Transat: è cominciato il conto alla rovescia!!!!
 
Ci siamo. Mancano meno di due settimane alla partenza della Mini-Transat…lo start è il 22 settembre. Dal 1977 questi bolidi lunghi sei metri e mezzo e larghi come una Twingo si avventurano per l’oceano senza strumentazione tecnica e senza contatti a terra. Da allora è sempre stato chiaro che la transatlantica dei ministi non è soltanto una regata molto tosta – la più lunga e difficile regata d’altura in solitario della classe Mini 6,50 – ma una vera e propria iniziazione al mondo dell’altura. Ogni due anni, quelli dispari, un’ottantina di marinai e marinaie sono pronti a mollare gli ormeggi e lanciarsi in questa partita a scacchi con l’oceano. In un mondo perennemente connesso come il nostro è incredibile pensare che questa regata consista ancora in una navigazione senza interferenze con la terraferma e senza la possibilità di farsi un selfie in mezzo all’Atlantico. Tuttavia, proprio per questa sua peculiarità, la Transat è una sfida davvero estrema, e non solo dal punto di vista nautico o delle dimensioni delle barche.
 
Per questa ventiduesima edizione, Ambrogio è sulla linea di partenza con 9 vittorie su 12 competizioni alle spalle e dunque, come ha scritto Angelo Sindoni su “Bolina”, “non più come promessa, ma tra i favoriti”. Per la prima volta nella storia un italiano si presenta come un avversario temibile in classe Serie. (Ricordiamo che la regata è suddivisa in due categorie: barche di serie e prototipi, cioè “pezzi unici”; in passato alcuni velisti italiani avevano ottenuto importanti risultati in classe Proto, ma mai nei Serie, dove concorrono la stragrande maggioranza delle barche e dove è più difficile vincere poiché si gareggia ad armi pari)
 
Ambrogio, da La Rochelle:
 
Questa è la mia seconda Transat. Due anni fa avevo una barca vecchia e poco competitiva con cui avevo fatto un secondo posto alla Les Sables-Horta. L’anno scorsa la SAS l’ho vinta e sono due anni che mi alleno ininterrottamente, quindi arrivo con un po’ più di pressione sportive in più, ma anche con più sicurezza. Però, il fatto di essere andato male proprio nell’ultima regata prima di questa [la Transcascogne, ndr] dove ho fatto il peggior risultato degli ultimi due anni, mi ha un po’ abbassato la tensione e riportato alla realtà. Nello stesso tempo quando penso di essere uno dei più forti, mi ricordo che  sono gli altri che devono aver paura di me, non viceversa!
 
Poi avendola già fatta due anni fa so a cosa vado incontro. So che nella prima tappa potrà succedere di tutto a livello di meteo: potrà esserci bonaccia o vento forte, ma una cosa è certa, il passaggio di Capo Finisterre è cruciale e, anche se non si decide nulla perché la regata è lunga, so di essere un po’ avvantaggiato rispetto ad altri che non l’hanno mai passato. Quello che ho imparato passando di lì è che non to devi mai far trovare impreparato…
 
La barca è molto diversa come assetto a quella di due anni fa, questa volta ho cercato di evitare pesi inutili e valutare quello che posso riparare in mare, inoltre ho lavorato molto sull’eco-sostenibilità di Geomag: navigo con tre panelli di Solbian da 100 watt che sono molto affidabili, non porterò nessuna bottiglia di plastica, ma solo due borracce che carico con le taniche riutilizzabili  durante tutte le regate. Avrò quindi pochissimi rifiuti: poca plastica, niente vetro, niente carta. Parto più tranquillo dal punto di vista della preparazione, ho più sponsor e più esperienza, ho un allenatore, la barca è infinitamente più pronta di due anni fa, anzi ripensandoci mi chiedo: come accidenti ho fatto a partire così nel 2017? [ride, ndr]
 
Poi ho tantissima voglia di stare in oceano da solo, soprattutto di fare prima tappa, che è più umana, per così dire; la seconda mi fa più paura anche perché ho una ferita aperta per come è andata due anni quando ho rotto il bompresso ed era stata… molto dura! Infatti da questa gara mi aspetto soprattutto di fare pace con la Mini, perché in effetti ci ho un po’ litigato la scorsa volta. Vorrei arrivare di là, ed essere felice, vada come vada”.
 
#Geomagworld #InvisibleForces
#ComeUnCammellone #RitalRocket #roadto